Il Soft Tennis
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- 9 lug
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Il soft tennis, detto anche tennis giapponese, è una disciplina sportiva nata in Giappone nel 1884 come evoluzione più accessibile del tennis tradizionale, che si gioca su un campo con racchette e palline speciali e con regole e punteggi quasi identici al tennis classico. La sua principale caratteristica è l’uso di palline di gomma morbida al posto delle classiche palline dure pressurizzate, elementi che rendono il gioco più veloce, sicuro e adatto a tutte le età.

L’affascinante viaggio del soft tennis è iniziato in Giappone nel 1884, quando il tennis fu introdotto nel paese grazie ai sforzi di un missionario occidentale alla fine del XIX secolo. Il nuovo sport fu però progressivamente modificato per adattarsi meglio alle preferenze e alle esigenze dei giapponesi, che cercavano una variante più leggera e meno impegnativa del tennis classico.
Da questa evoluzione nacque il soft tennis (ソフトテニス, sofuto tenisu), caratterizzato da racchette e palline appositamente realizzati per rendere il gioco più fluente e sicuro. Si sviluppò quindi una versione del tennis con una palla in gomma morbida, racchette più leggere e con meno tensione, che permetteva un ritmo più rapido ma meno intenso sul corpo.

Gli albori degli anni ’50 videro la fondazione della Federazione Asiatica di Soft Tennis, costituitta da Giappone, Corea del Sud e Taiwan. Questa federazione organizzò i primi Campionati Asiatici dal 1956 al 1973, creando una prima struttura competitiva regionale.
Nel 1970 fu istituito il Consiglio di Collegamento Giappone–Stati Uniti per la Promozione del Soft Tennis, che promuoveva incontri amichevoli tra studenti delle scuole medie di entrambe le nazioni, rafforzando il legame tra Asia e America.
I primi Campionati Mondiali di Soft Tennis debuttarono alle Hawaii nel 1975, aprendo la strada a successive edizioni in tutto il mondo. Già dal secondo evento (1977, Taichung) e dal terzo (1979, Daegu) si consolidò un circuito mondiale regolare, con edizioni successive in Giappone, Corea del Sud, Taiwan e negli USA.

Il soft tennis ottenne il primo grande riconoscimento internazionale come gioco di esibizione ai Giochi Asiatici di Pechino nel 1990. Successivamente divenne evento ufficiale ai Giochi Asiatici di Hiroshima nel 1994, mantenendo questo status nelle edizioni successive.
Nel 2004 il soft tennis fece il suo debutto in Europa, segnando l’inizio del suo viaggio in tutto il continente. Da allora si è diffuso in molti paesi europei, tra cui Germania, Francia, Italia e diversi stati dell’Europa orientale, con la conseguente fondazione della Federazione Europea di Soft Tennis.
In Italia il soft tennis ha iniziato a crescere come disciplina sportiva organizzata soprattutto negli ultimi anni, con la nascita della Federazione Italiana Soft Tennis (FIST), riconosciuta come full member della ISTF e partner sia della ISTF che della Korean Soft Tennis Association (KSTA). La FIST promuove il settore scolastico, giovanile e adulto, rappresenta l’Italia in competizioni internazionali e coordina corsi di formazione per istruttori e tecnici.
Nonostante sfide come la pandemia di COVID‑19, il soft tennis continua ad affascinare appassionati e atleti in tutto il mondo, consolidando la sua presenza in eventi regionali e internazionali come i Giochi dell’Asia Orientale, i Campionati del Sud‑Est Asiatico e i prestigiosi Giochi Asiatici.

Il soft tennis si gioca su un campo diviso in due metà da una rete, simile a quello del tennis tradizionale. Le dimensioni del campo possono variare leggermente in base alle categorie, ma il principio di base è mantenere una struttura classica: due lati opposti, zone di battuta e linee di fondocampo e laterali.
La differenza principale rispetto al tennis è nel materiale di gioco:
la palla è di gomma morbida, non pressurizzata, più leggera e con minore compressione rispetto alle palline dure del tennis;
la racchetta ha un fusto più lungo (circa 50% più lungo rispetto a quello di una racchetta da tennis tradizionale), con una lunghezza più simile a quella di una racchetta da pallacorda o da beach tennis.
Le racchette sono inoltre più leggere e flessibili, con minore tensione delle corde, pensate per sfruttare la morbidezza della palla e ridurre l’impatto fisico sugli arti.
Le regole e i punteggi del soft tennis sono i medesimi del tennis:
si gioca in singolare o in doppio;
l’obiettivo è rimandare la palla oltre la rete, assicurandosi che cada entro i limiti del campo e contrastando i tentativi dell’avversario di fare lo stesso;
le partite si svolgono in genere al meglio di 7 o 9 set, con sistemi di punteggio analoghi a quelli del tennis.
Questo significa che i giocatori di tennis possono comprendere rapidamente il gioco, mentre i neofiti trovano un approccio più semplice e sicuro.
Il soft tennis è praticato da milioni di persone in Asia e in forte espansione a livello globale, con federazioni nazionali e internazionali che promuovono un modello di sport inclusivo e accessibile.
La International Soft Tennis Federation (ISTF), fondata nel 1973 e con sede in Corea del Sud, è l’organo di governo mondiale del soft tennis.
Il soft tennis è oggi una disciplina sportiva consolidata, con una storia che attraversa oltre un secolo di evoluzione e diffusione in tutto il mondo. La sua capacità di unire tecniche simili al tennis con materiali più sicuri e accessibili lo rende un modello ideale di sport per tutti, adatto a un pubblico molto ampio e diversificato.
In Italia e in Europa il soft tennis continua a crescere, sostenuto da federazioni nazionali e internazionali che promuovono tornei, corsi di formazione e progetti di inclusione sociale. Il suo futuro è legato alla possibilità di essere ancora più integrato nelle scuole, nei circoli e nei centri sportivi, diventando una scelta concreta per chi vuole praticare uno sport di racchetta in modo dinamico, divertente e sicuro.



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